La torre degli Asinelli e la Garisenda

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La torre degli Asinelli e la Garisenda sono considerate il simbolo della città e senza dubbio sono da inserire tra le 10 cose da vedere se si vuole di visitare Bologna.

Come giganti silenziosi queste due torri hanno visto dall’alto la città mutare ed espandersi. Le loro pietre sono state logorate degli anni ma ancora oggi si ergono imponenti a dominare il paesaggio metropolitano. Il loro fascino è antico e molti sono gli eventi che ne compongono la storia, la nostra Guida di Bologna vi aiuterà a scoprirli.

La torre degli Asinelli e la Garisenda sono tra le cose da vedere assolutamente

Che siate qui in viaggio di lavoro o semplicemente come turisti non potete dire di aver visitato la città se non avete visto le due torri che svettano in piazza di Porta Ravegnana. Queste due imponenti strutture si ergono in pieno centro storico e sono un importante retaggio medievale.

Entrambe sono state costruite nel XII secolo da famiglie della nobiltà Bolognese. Negli anni hanno assunto svariate funzioni, le fortificazioni e la rocchetta  ne attestano la passata funzione militare. Eppure ospitarono anche botteghe e gilde di commercianti. Ma il vero motivo della loro costruzione era d’immagine, le casate della nobiltà mostravano in questo modo il loro potere e dando il loro nome ad una torre ne traevano una fama imperitura.

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Bologna era conosciuta come la famosa la città Turrita

Ci fu una vera e propria corsa al cielo e nel momento di culmine si contavano circa 200 torri. Il paesaggio urbano era certamente diverso da quello attuale, infatti Bologna era conosciuta come la Turrita. Di questa moltitudine di torri soltanto venti sono giunte ai nostri tempi, basta pensare che in piazza di porta ravegnana ne sorgevano altre tre torri: la Riccadonna, la Guidozagni e la Artenisi.

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@ Davide D’amico

La torre degli Asinelli

La torre degli Asinelli svetta nel pieno centro storico e da sempre veglia dall’altro su i cittadini Bolognesi. La sua altezza è di 97,20 metri ed è caratterizzata da una pendenza di 1.3 gradi. Questo la rende la torre pendente più alta d’Italia, questo è soltanto uno dei Primati di Bologna.

La data ed il motivo della sua costruzione restano incerti ma ci sono diverse leggende a riguardo, tuttavia pare che sia stata edificata per volere di Matilde di Canossa. L’unica cosa sicura è che dopo novecento anni dalla sua costruzione si trova ancora al suo posto a dispetto di terremoti, fulmini, incendi e addirittura palle di cannone.

Esatto, palle di cannone. La nostra vecchia amica fu colpita da un colpo accidentale nel 1513. La palla da otto libre fu sparata da Piazza Maggiore durante dei festeggiamenti e per fortuna non causò gravi danni.

Nonostante qualche cannonata tirata per sbaglio i Bolognesi la amano davvero molto. Addirittura questa ne ha influenzato la cucina, infatti è stata usata come riferimento per la preparazione delle Tagliatelle. Per fare la vera tagliatella Bolognese non basta lavorare la pasta a mano ma bisogna ricordarsi che lo spessore delle tagliatelle è di 8 centimetri ovvero la 12270 parte della sua altezza.

Vistare la torre degli Asinelli e salire sulla sua cima

Durante l’orario di apertura è possibile visitarla dall’interno fino a raggiungerne la sommità. Entrando potrete percorrere la scalinata in legno che conta ben 496 scalini, un’esperienza faticosa ma gratificante poiché in cima vi attende una splendida vista. Non c’è da stupirsi se dalla terrazza è possibile ammirare il panorama della città a 360 gradi. Infatti veniva usata come punto d’osservazione da cui controllare il quartiere che oggi è conosciuto col nome di Quadrilatero.

Ma attenzione! Si dice che se salite sulla terrazza non riuscirete più a laurearvi. Quindi se siete superstizioni ed intendete portare a termine i vostri studi è forse il caso di aspettare, lei rimarrà salda al suo posto come ha fatto negli ultimi secoli.

Panorama di Bologna, torre degli Asinelli

La leggenda racconta da dove deriva il nome “Asinelli”

Si dice che il suo nome derivi da Gherardo Asinelli e che fu eretta dal diavolo nel tempo di una sola notte. Eppure c’è un affascinante leggenda che spiga da dove prende il suo nome.

Molto tempo fa c’era a Bologna un uomo di umili origini che passava le sue giornate lavorando la terra. Il contadino non aveva grosse ambizioni se non quella di sfamare sua moglie e suo figlio con il sudore della fronte. Il lavoro era duro e ad aiutarlo nei lavori pensati c’erano soltanto i due piccoli asini che considerava quasi membri della famiglia.
Un giorno i due asini si rifiutarono di seguire il loro padrone e presero a scavare senza sosta in un punto del campo fino a riportare alla luce un tesoro sepolto. Il contadino decise saggiamente di conservare il tesoro senza rivelare a nessuno della sua ricchezza.

Passarono gli anni ed il figlio del contadino, diventato adulto, si innamorò di una giovane donna. La fanciulla ricambiava a pieno i suoi sentimenti e tuttavia i due non potevano sposarsi poiché lei apparteneva ad una famiglia nobile. Ciò nonostante il giovane chiese al nobiluomo la mano della figlia. Questi, prendendosi gioco di lui, gli disse che avrebbe sposato sua figlia solo dopo aver costruito la torre più alta di Bologna.

Quando il contadino venne a conoscenza di queste parole ne rise e con grande gioia donò al figlio il “tesoro degli Asinelli” che con tanta cura aveva custodito fino a quel giorno. Passarono dieci anni ma infine l’opera fu portata a termine e il giovane poté sposare la sua amata.

L’esperimento di Guglielmini

Bologna è una città famosa per la cultura e le scienze così la sua beniamina pendente non poteva essere da meno e fu scenario di un esperimento rivoluzionario. Infatti Giovanni Battista Guglielmini la utilizzò come parte integrante del suo esperimento che nel 1790 dimostrò la rotazione della terra. Il tutto consisteva nel far cadere delle palle di piombo dalla cima. Misurando la deviazione della traiettoria durante la caduta da quasi cento metri di altezza l’esperimento dimostrò che la terra ruota su se stessa.

La torre Garisenda

Le due torri, torre Garisenda

@Davide D’amico

La Garisenda è la fedele compagna della torre degli Asinelli e le sta vicina fin da quando furono erette. La più bassa delle due torri è alta quasi 48 metri ed è caratterizzata da una forte pendenza che la rese inutilizzabile per scopi militari.

Qual pare a riguardar la Garisenda
sotto il chinato quando un nuvol vada
sovr’essa sì ch’ella in contrario penda,
tal parve Anteo a me, che stava a bada
di vederlo chinare…”

Dante Alighieri

Inoltre nel XIV secolo la pendenza della Garisenda costrinse ad un intervento strutturale che la vide accorciarsi di quasi 20 metri. Per il suo aspetto “Chinato” Dante Alighieri la citò nella Divina Commedia paragonandola ad Anteo.

Nel XV secolo la Garisenda fu acquistata dall’Arte dei Drappieri che ne fece una sede commerciale. Rimase di loro proprietà sino al XIX secolo quando fu donata al comune.