5 Borghi da vedere vicino Bologna

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Ormai sapete già cosa vedere a Bologna e ora volete dedicarvi alle bellezze che si trovano nelle sue vicinanze? Qui abbiamo quello che fa per voi!

A poca distanza dal capoluogo emiliano potrete visitare cinque borghi medievali imperdibili. Siamo sicuri che troverete piacevole come lo è stato per noi scoprire questi posti che vi renderete conto essere tasselli preziosi del vostro viaggio.

Trasformatevi in esploratori e inoltratevi con noi per le stradine di questi suggestivi paesini.

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I 5 Borghi più belli da vedere vicino Bologna

La città è disseminata di piccole perle nascoste nelle sue vicinanze, antiche fortezze, paesaggi da fiaba immersi in parchi naturali. Quindi abbiamo deciso di parlarvi di quelli che per bellezza ed unicità consideriamo i 5 borghi più belli da visitare nelle vicinanze della città Felsinea.

Visitare Dozza, la galleria d’arte a cielo aperto

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Dozza è un piccolo paesino arroccato su una collina dove si staglia l’imponente Rocca Sforzesca. Il borgo conta appena 1000 abitanti se non si considerano i personaggi impressi sulle mura del paese che ne animano le strade, sono essi la vera anima della città.

Infatti Dozza è una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto, vi sono più di cento dipinti realizzati su case e botteghe che vi accompagneranno per i viottoli di questo affascinante gioiello.  Tutto nasce con la Biennale del Muro Dipinto che, grazie alla partecipazione di centinaia di artisti contemporanei, ha trasformato dagli anni ’60 le casette di Dozza in tante opere d’arte.

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La Biennale si svolge durante i primi giorni di settembre, negli anni dispari, ed in queste occasioni è possibile vedere gli artisti direttamente all’opera con i loro murales.

Dopo aver assaporato a pieno la bellezza delle stradine vale certo la pena fermarsi alla Rocca Sforzesca di origine medievale. Qui c’è anche una piccola pinacoteca dove troverete le opere nel tempo staccate dalle mura per esigenze di conservazione oltre a diversi bozzetti, da non perdere la visita ai torrioni e le prigioni. Gli amanti del vino saranno contenti di sapere che la Rocca è anche sede dell’Enoteca Regionale, vi consigliamo quindi di terminare il vostro tour con un buon calice proveniente dai vigneti circostanti.

Visitare questo borgo significa perdersi per le stradine e vivere un’esperienza surreale da provare almeno una volta nella vita.

Brisighella e i suoi tre guardiani

Il solo avvicinarvi al borgo medievale di Brisighella vi trasporterà indietro nel tempo, appaiono subito imponenti i tre pinnacoli rocciosi, detti tre colli, che sovrastano la piccola cittadina, ognuno con un suo “guardiano” a sorvegliarla.

Uno di essi è la Rocca Manfrediana posta sul secondo dei tre pinnacoli, costruita nel 1300 dalla Famiglia Manfredi, signori di Faenza, e passata negli anni anche tra le mani di Cesare Borgia e dei Veneziani subendo diverse modifiche e ampliamenti.

La visita alla fortezza è a dir poco suggestiva, al suo interno ci sono diversi percorsi didattici con voce narrante e musica che vi accompagneranno durante la vostra esplorazione. Ma è soprattutto nella passeggiata sui camminamenti della fortezza che il tempo si ferma e non resta che ammirare il borgo sottostante dall’alto.

Se volete essere accompagnati da dame, cavalieri, artigiani e soldati tardo medievali vi consigliamo di effettuare la vostra visita a giugno, mese nel quale la rocca si trasforma in castello incantato con rievocazioni storiche dettagliate.

borgo di Brisighella, roccaforte da visitare

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Partendo dalla Rocca potrete godervi uno splendido panorama circondati da bellissimi vigneti e passeggiare fino a raggiungere un’altro Guardiano: La Torre Dell’Orologio. La torre nasce come fortilizio e fu edificata dal condottiero e politico Maghinardo Pagani Da Susinana nel 1290, aveva inizialmente funzione difensive, nel 1850 fu completamente ricostruita. In tale occasione venne aggiunto l’orologio che ha la particolarità di avere solo sei ore nel suo quadrante.

Il terzo dei nostri guardiani è il Santuario della Madonna Del Conticino, contornato da cipressi custodisce al suo interno un’immagine della Madonna in ceramica del 1626.

Il momento di entrare nel vivo della città è arrivato, Piazza Marconi colpisce subito per le piccole abitazioni che la circondando. Oltre ad attrarre per i loro vivaci colori pastello le case custodiscono un segreto, Per capirlo basta avvicinarsi. Sporgetevi dalle finestrelle a forma d’arco che si affacciano sulla piazza, al loro interno vedrete l’antica strada coperta e sopraelevata chiamata Via degli Asini.

La stradina fu costruita nel XIV secolo con scopi difensivi poi successivamente fu coperta e inglobata dalle abitazioni circostanti e usata principalmente dai birocciai e i loro asinelli per il trasporto del gesso, proveniente dalle cave sopra il paese, è proprio a questi aiutanti animali che la via è dedicata.

Per i più temerari è bene non dimenticare che Brisighella si trova nel Parco Regionale della vena del Gesso ed oltre ad offrire tanti spunti per ottime escursioni nasconde anche affascinanti grotte visitabili non distanti dal piccolo borgo.

La Scola, da posto di guardia a borgo segreto

L’incantevole borgo medievale di Scola risale al XIV secolo ed è uno dei meglio conservati dell’ Appennino Bolognese. Visitandolo ci si sente trasportati subito in un’altra epoca e  sembra di essere capitati per caso in un luogo segreto. Il nome di questo piccolo paese ci dice molto sulla sua storia, infatti sembrerebbe indicare un posto di vedetta ed è proprio questo lo scopo con cui nasce, la posizione lo rendeva un ottimo baluardo difensivo.
Per opera dei Maestri Comanicini, le torri e gli altri edifici difensivi furono trasformati nel tempo in in abitazioni.

Consigliamo di perdersi tra le stradine del borgo e andare a caccia dei vari simboli lasciati da questi celebri costruttori e artisti sulle mura delle case. A rendere ancora più piacevole questa caccia ci pensano i diversi archi che si incontrano nel cammino, le porte e finestre decorati da stemmi, i pergolati e tante altre particolarità architettoniche.
Un edificio da non perdere durante la visita è l’Oratorio di San Rocco costruito nel 1481 con blocchi di arenaria, una vera rarità. Da menzionare anche la trecentesca Casa Parisi, appartenuta alla famiglia che fu proprietaria del borgo fino al 1700, periodo a cui risale anche la meridiana con cui è stata abbellita la facciata dell’edificio, proprio qui ora sorge un piccolo museo dedicato al territorio e la vita rurale.
Questa piccola città incantata e nascosta è custodita da un cipresso centenario diventato vero e proprio monumento del paese.

Il piccolissimo Borgo di San Pietro

Il minuscolo borgo di San Pietro, che colpisce subito per le sue dimensioni ridotte, si trova ai confini del bellissimo Parco Regionale dei Gessi bolognesi. San Pietro, come altri borghi di epoca medievale della zona, nasce con funzioni strategiche e difensive, il Castello di Uggiano, punto cardine della città all’epoca, ne era una prova peccato ormai sia solo possibile immaginarne la grandezza. Del castello non rimane più nulla se non un testimone importante: la Torre (XII secolo) utilizzata come torre campanaria e ristrutturata di recente. L’importanza della torre si può comprendere anche dal fatto che nel 1881 diventa Stemma Comunale a significare che era quindi considerata simbolo della città.

Altro edificio di epoca medievale rimasto a parlarci della storia di questo piccolissimo paese è la Chiesa di San Pietro che era racchiusa tre le mura del castello insieme chiesa di San Lorenzo, oramai scomparsa. La facciata della chiesa è stata rifatta nel 1929.
Ultimi testimoni del borgo antico sono le due fontane che sorgono poco distanti dalla chiesa dette Fontane Delle Armi.
Chi alla fine della visita fosse affamato non deve temere, il borgo infatti ospita un’antica osteria dove poter gustare ottimi piatti della cucina bolognese.

Monteveglio Antica, la roccaforte inespugnabile e la sua Abbazia

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© gluca

In passato Monteveglio era considerato una delle più importanti roccaforti della zona, la torre e l’abbazia che svettano in cima al colle dove è posizionata la città ci riportano alla mente un’epoca di scontri ed assedi. Qui resiste la parte antica della città, il gioiello che vi consigliamo di visitare.

Arrivati in cima al colle, all’entrata ci accolgono la suggestiva porta ad arco merlata e la torre castellana che sono ciò che rimane della fortezza originaria. Fu proprio qui che Matilde Di Canossa riuscì a resistere e opporsi all’imperatore Enrico IV grazie all’inespugnabile roccaforte. All’interno della torre è ora ubicato un interessante centro di documentazione sulla storia del territorio.

Proseguendo per la strada acciottolata incontriamo storici edifici in pietra fino ad arrivare all’antica Abbazia Di Santa Maria. L’imponente edificio di epoca romanica fu fatto edificare proprio da Matilde di Canossa per celebrare la sua vittoria, databile quindi al XII secolo. L’abbazia sorge sulle rovine di un sito ancora più antico di cui è possibile scorgere le tracce nella visita d’obbligo alla bellissima cripta dove è presente una acquasantiera di epoca longobarda.

Abbazia di Monteveglio

© Matteo Castaldo

Vi consigliamo di chiudere l’esplorazione con il chiostro quattrocentesco a doppio loggiato che faceva parte di uno dei due chiostri della chiesa, purtroppo del più antico rimangono solo rovine.

Per chi ama perdersi nella natura è importante segnalare che il borgo si trova nel parco regionale chiamato appunto dell’Abbazia di Monteveglio, doveroso quindi intraprendere uno dei tanti sentieri proposti e andare alla scoperta dell’affascinante area protetta.